Stabilizzatore: alcuni “miti” da analizzare | Attrezzatura fotografica

ISOgni azienda lo chiama in modo diverso, ma tutti promettono più o meno la stessa cosa. Che sia OS (Sigma: Optical Stabilizer), IS (Canon: Image Stabilizer) o VR (Nikon: Vibration Reduction) il suo scopo è quello di farvi scattare immagini nitide anche utilizzando tempi più lenti. E funziona davvero! Ma attenzione… non dobbiamo aspettarci prestazioni superiori a quelle promesse, che oltretutto sono di per sé spesso già molto ottimistiche. Vediamo allora di analizzare alcuni luoghi comuni che spesso si sentono in giro e che non sempre corrispondono al vero.

Lo stabilizzatore aiuta a non avere più immagini sfocate

Si deve fare attenzione a non confondere il mosso con lo sfocato. Lo stabilizzatore è un meccanismo che aiuta a diminuire le impercettibili vibrazioni a cui si sottopone la macchina quando scattiamo a mano libera. Questo perciò non influenza per nulla la messa a fuoco del nostro soggetto (che sia esso in movimento o meno), ma ci aiuta invece a limitare il rischio di avere una foto mossa.

mossa-sfocata

Lo stabilizzatore deve essere disattivato quando si scatta con il cavalletto

Questa affermazione si può considerare vera. Quando si monta una macchina sul cavalletto è infatti naturale pensare che non ci siano più problemi di vibrazioni dovuti al movimento delle nostre mani. Non solo. Se lo stabilizzatore rimane attivo, cercherà ugualmente di compensare le eventuali vibrazioni, anche se inesistenti, consumando così inutilmente batteria e generando lui stesso delle vibrazioni. Ma allora deve essere sempre disattivato? Be’, in realtà alcune lenti professionali di ultima generazione (ES: Canon 24-105 L) montano un IS in grado di capire quando la macchina si trova su un cavalletto e, di conseguenza, si auto-disattiva. Se non avete voglia di leggere il manuale del vostro obbiettivo per capire se rientra o meno in questa categoria, il mio consiglio è quello di disattivarlo. A patto però che vi ricordiate di riattivarlo una volta smontata la macchina dal cavalletto!

Lo stabilizzatore può sostituire il cavalletto

Falso! Provate a scattare una foto a mano libera con un tempo di esposizione pari a 1 secondo o più: vi verrà sicuramente una foto mossa. Diciamo che lo stabilizzatore ci può aiutare a limitarne l’uso, ma se ce l’avete dietro e ne avete la possibilità, montatelo!

Gli obiettivi stabilizzati risultano sempre più nitidi

Non sempre questo è vero. se avete a disposizione due lenti professionali, una stabilizzata e una no, ma allo stesso tempo state scattando con tempi rapidi, probabilmente non noterete alcuna differenza. Lo stabilizzatore infatti entra in gioco quando si utilizzano tempi “lenti”. Nello specifico, quando si scatta a mano libera, c’è una regola “di sicurezza” che dice di non usare tempi più lenti del valore della lunghezza focale che si sta utilizzando. In pratica, se sto scattando con un 200mm, per non rischiare di avere una foto mossa, non dovrei andare sotto a 1/250 di secondo, meglio se 1/500. In questo caso, lo stabilizzatore ci è d’aiuto e, pur rimando in questa fascia di tempi, possiamo azzardare anche dei tempi più lenti, magari anche arrivando a 1/125 o anche meno… ma se stiamo scattando a 1/1000 di secondo, lo stabilizzatore non sarà così di aiuto e le due lenti saranno praticamente equivalenti.

IS, VR, OS… sono tutti uguali

Non è proprio vero. Alcuni stabilizzatori sono costruiti meglio di altri e alcuni riescono a recuperare più STOP rispetto ad altri. Il valore di STOP è quello che indica l’efficacia di uno stabilizzatore: più è alto il valore dichiarato, meglio è. Senza scendere troppo nel dettaglio, diciamo che questo valore indica quanto posso “rallentare” lo scatto, rispetto al tempo “di sicurezza” di cui abbiamo parlato prima.

Oltre a un diverso valore di STOP, può anche capitare che alcuni modelli di stabilizzatore abbiano diverse modalità operative e magari siano più adatti a compensare un certo tipo di movimento piuttosto che un altro. Per avere un esempio pratico, vi rimando alla lettura di un altro mio post dedicato allo stabilizzatore (LEGGI QUI) dove si spiega la differenza tra quello Canon e quello Nikon.

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Liberamente tratto da questo articolo in inglese: http://www.gavtrain.com/?p=2571

  3 comments for “Stabilizzatore: alcuni “miti” da analizzare | Attrezzatura fotografica

  1. tuttoleo
    27 marzo 2013 at 14:22

    Salvatore, quello che dici è in parte vero. Quando si fotografa in città per esempio, se siamo a bordo strada o magari sopra un ponte, lo stabilizzatore potrebbe tornare utile per attutire le vibrazioni date dalle auto in movimento… ma se siamo in un posto tranquillo, magari in aperta campagna, penso che le vibrazioni provenienti dal sottosuolo siano a quel punto ininfluenti, anche su esposizioni molto lunghe… ma in effetti non ho mai provato… magari chissà… sarà l’argomento di un mio prossimo post! ;)

  2. salvatore
    27 marzo 2013 at 13:28

    Scusami se ti contradico, ma per esperienza personale credo sia meglio che lo stabilizzarore sia attivato anche se la macchina é montata sul cavalletto in quanto in nostro pianeta é soggetto naturalmente a vibrazioni seppur impercettibili a noi esseri umani provenienti dal sottosuolo terrestre, se poi prendi anche in considerazione le vibrazioni generate da tutti i mezzi di trasporto che ci sono al mondo si capisce che il cavalletto non può assorbire tutte queste vibrazioni…..

  3. Giusepe
    20 marzo 2013 at 16:29

    Ho ritenuto questo programma molto istruttivo.

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