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	<title>Tuttoleo.it &#124; il tuo blog di fotografia &#187; TECNOLOGIA</title>
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	<description>Tuttoleo.it &#124; your photography blog</description>
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		<title>Throwable Panoramic Ball Camera: per vere foto a 360°</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2012/01/throwable-panoramic-ball-camera-per-vere-foto-a-360/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 19:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi vi presento l&#8217;ennesima innovazione tecnologica riguardante il mondo della fotografia: la &#8220;Throwable Panoramic Ball Camera&#8220;. Questa fotocamera &#8220;lanciabile&#8221; è stata inventata da un gruppo di ricercatori, capeggiati dal tedesco Jonas Pfeil, che hanno inserito ben 36 micro-fotocamere da 2 megapixel l&#8217;una dentro questa sfera di gomma. Lo scopo è quello di poter realizzare foto panoramiche in modo semplice e veloce, senza l&#8217;utilizzo di cavalletto o altre particolari attrezzature o accorgimenti. Grazie ad un accelerometro, incluso anch&#8217;esso nella sfera, l&#8217;utilizzo della fotocamera risulta infatti davvero banale: si lancia in aria la palla e questa, una volta raggiunta la massima altezza prima di cominciare la discesa, scatta le 36 foto simultaneamente. Geniale! Per capire meglio il funzionamento, ecco il video di presentazione che dimostra un esempio di utilizzo e anche di risultato finale delle immagini&#8230; Sito ufficiale: http://jonaspfeil.de/ballcamera]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/PanoramicBall.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5035" title="PanoramicBall" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/PanoramicBall.jpg" alt="" width="148" height="176" /></a>Oggi vi presento l&#8217;ennesima innovazione <a href="http://www.tuttoleo.it/wordpress/category/tecnologia/">tecnologica</a> riguardante il mondo della fotografia: la &#8220;<strong>Throwable Panoramic Ball Camera</strong>&#8220;. Questa fotocamera &#8220;lanciabile&#8221; è stata inventata da un gruppo di ricercatori, capeggiati dal tedesco Jonas Pfeil, che hanno <strong>inserito ben 36 micro-fotocamere</strong> da 2 megapixel l&#8217;una dentro questa sfera di gomma. Lo scopo è quello di poter realizzare foto <a href="http://www.tuttoleo.it/wordpress/?s=panorama">panoramiche</a> in modo semplice e veloce, senza l&#8217;utilizzo di <a href="http://www.tuttoleo.it/wordpress/?s=cavalletto">cavalletto</a> o altre particolari <a href="http://www.tuttoleo.it/wordpress/category/attrezzatura/">attrezzature</a> o accorgimenti.</p>
<p>Grazie ad un accelerometro, incluso anch&#8217;esso nella sfera, l&#8217;utilizzo della fotocamera risulta infatti davvero banale: si lancia in aria la palla e questa, una volta raggiunta la massima altezza prima di cominciare la discesa, <strong>scatta le 36 foto simultaneamente.</strong> Geniale!</p>
<p>Per capire meglio il funzionamento, ecco il video di presentazione che dimostra un esempio di utilizzo e anche di risultato finale delle immagini&#8230;</p>
<div style="text-align: Center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Th5zlUe6gOE?rel=0" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe></div>
<p>Sito ufficiale: <a href="http://jonaspfeil.de/ballcamera" target="_blank">http://jonaspfeil.de/ballcamera</a></p>
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		<title>Glossario fotografico completo</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/12/glossario-fotografico-completo/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 10:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi di noi non è impazzito leggendo tutte le sigle presenti su un obbiettivo, su una fotocamera o peggio ancora in un manuale di istruzioni? Ogni giorno ne inventano una nuova! Ecco che allora, sperando di esservi di aiuto, oggi vi presento un glossario completo di tutte le sigle e gli acronimi presenti nel mondo della fotografia. Riporto qui di seguito un piccolo estratto delle sigle dedicate al mondo Canon, ma in calce al post troverete il link diretto al glossario completo. Sigle Canon CR2: è un formato RAW che ha sostituito formato CRW DIGIC (I,II,III,IV): nome commerciale del chip usato per l&#8217;elaborazione delle immagini sulle fotocamere Canon. DO: &#8220;Diffractive Optics&#8221;, obiettivo con elemento difrattivo multistrato Super Spectra &#8211; nome commerciale dei rivestimenti multistrato in uso sulle ottiche Canon di alta fascia. EF: &#8220;Electronic Focus&#8221;, attuale standard per le lenti Canon. EF-: &#8220;EF Short-back focus&#8221;, obiettivo per formato ridotto APS-C con attacco EF. EOS: &#8220;Έως&#8221; in greco, Alba. Attuale nome delle reflex canon, con baionetta EF. Fluorite: CaF2, materiale utilizzato per costruire lenti a bassissima dispersione. Costoso e di difficile lavorazione, si trova in natura come cristalli. I, II, III: versioni della lente. IS: &#8220;Image Stabilizer&#8221;, obiettivo stabilizzato. L: &#8220;Luxury&#8221;, nome della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1036" style="border-width: 2px; border-color: red; border-style: solid;" title="Canon EOS 7D" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/attrezzatura-1.jpg" alt="" width="115" height="106" />Chi di noi non è impazzito leggendo tutte le <strong><a href="http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/02/ma-qui-e-tutta-una-sigla/">sigle presenti su un obbiettivo</a>,</strong> su una fotocamera o peggio ancora in un manuale di istruzioni? Ogni giorno ne inventano una nuova!</p>
<p>Ecco che allora, sperando di esservi di aiuto, oggi vi presento un <strong>glossario completo</strong> di tutte le sigle e gli acronimi presenti nel mondo della fotografia. Riporto qui di seguito un piccolo estratto delle sigle dedicate al mondo <strong><a href="http://www.tuttoleo.it/wordpress/tag/canon/">Canon</a>, </strong>ma in calce al post troverete il link diretto al glossario completo.</p>
<h2><span id="Canon" class="mw-headline"> Sigle Canon</span></h2>
<p><strong>CR2</strong>: è un formato <a title="Camera Raw" href="/wiki/index.php?title=Camera_Raw">RAW</a> che ha sostituito formato CRW</p>
<p><strong>DIGIC (I,II,III,IV)</strong>: nome commerciale del chip usato per l&#8217;elaborazione delle immagini sulle fotocamere Canon.</p>
<p><strong>DO</strong>: <em>&#8220;Diffractive Optics&#8221;</em>, obiettivo con elemento difrattivo multistrato Super Spectra &#8211; nome commerciale dei rivestimenti multistrato in uso sulle ottiche Canon di alta fascia.</p>
<p><strong>EF</strong>: <em>&#8220;Electronic Focus&#8221;</em>, attuale standard per le lenti Canon.</p>
<p><strong>EF-</strong>: <em>&#8220;EF Short-back focus&#8221;</em>, obiettivo per formato ridotto APS-C con attacco EF.</p>
<p><strong>EOS</strong>: <em>&#8220;Έως&#8221;</em> in greco, Alba. Attuale nome delle reflex canon, con baionetta EF.</p>
<p><strong>Fluorite</strong>: CaF<sub>2</sub>, materiale utilizzato per costruire lenti a bassissima dispersione. Costoso e di difficile lavorazione, si trova in natura come cristalli.</p>
<p><strong>I, II, III</strong>: versioni della lente.</p>
<p><strong>IS</strong>: <em>&#8220;Image Stabilizer&#8221;</em>, obiettivo stabilizzato.</p>
<p><strong>L</strong>: <em>&#8220;Luxury&#8221;</em>, nome della serie L di obiettivi professionali.</p>
<p><strong>MP-E</strong>: obiettivo solo macro, ingrandimento 1-5X, senza messa a fuoco a infinito.</p>
<p><strong>TS-E</strong>: <em>&#8220;Tilt &amp; Shift&#8221;</em>, obiettivo decentrabile e basculante per correzione prospettica e del piano di fuoco.</p>
<p><strong>UD</strong>: <em>&#8220;Ultra low Dispersion&#8221;</em>, (a volte Super UD) elementi ottici in vetro speciale a bassissima dispersione.</p>
<p><strong>USM</strong>: <em>&#8220;Ultra Sonic Motor&#8221;</em>, messa a fuoco ultrasonica ad anello.</p>
<p><strong>microUSM</strong> &#8211; vedi sopra, motore simile ad un USM, ma più lento e rumoroso. Solitamente non ha FTM.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo glossario è stato preso da <strong>WikiTue.it,</strong> sito dove potete trovare molti altri interessanti articoli e spunti sul mondo della fotografia.</p>
<p>Link diretto:<br />
<a href="http://www.fototue.it/wiki/index.php?title=Glossario_fotografico" target="_blank">http://www.fototue.it/wiki/index.php?title=Glossario_fotografico</a></p>
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		<item>
		<title>Stabilizzatore (IS/VR): quando e come usarlo</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/11/stabilizzatore-isvr-quando-e-come-usarlo/</link>
		<comments>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/11/stabilizzatore-isvr-quando-e-come-usarlo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 13:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A cosa serve lo Stabilizzatore Ottico di Immagine Lo scopo dello stabilizzatore è quello di ovviare ai piccoli movimenti che possiamo involontariamente compiere durante uno scatto e che, anche se impercettibili, possono andare ad influenzare il risultato finale creando ad esempio un effetto di micro-mosso nell&#8217;immagine. Quando si usa Si intuisce che il sistema di stabilizzazione è utile quando montato su teleobiettivi medio-lunghi (dai 100mm in su) in quanto un piccolissimo movimento oscillatorio della fotocamera produce un più ampio movimento sull&#8217;immagine di un soggetto molto distante da noi; ma in realtà l&#8217;IS risulta funzionale anche su focali più corte, quando usate per esempio in condizioni di scarsa illuminazione e di conseguenza con tempi più lunghi. Quando non deve essere utilizzato La regola è semplice: disattivare lo stabilizzatore quando non è necessario. In pratica, se stiamo fotografando con tempi molto rapidi (da 1/500s in su), è bene disattivare il sistema IS in quanto questo risulta superfluo e in alcuni casi anche &#8220;dannoso&#8221;. Lo si deve disabilitare anche quando si monta la fotocamera su un cavalletto o comunque su un supporto che la rende immobile. Addirittura, alcuni sistemi di ultima generazione, si disattivano in automatico quando rilevano questa situazione. Il sistema infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A cosa serve lo Stabilizzatore Ottico di Immagine</strong><br />
Lo scopo dello stabilizzatore è quello di ovviare ai piccoli movimenti che possiamo involontariamente compiere durante uno scatto e che, anche se impercettibili, possono andare ad influenzare il risultato finale creando ad esempio un effetto di micro-mosso nell&#8217;immagine.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3921" style="border-width: 1px; border-color: red; border-style: solid;" title="canon-ef70-200-450" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/canon-ef70-200-450-300x173.jpg" alt="" width="180" height="104" />Quando si usa</strong><br />
Si intuisce che il sistema di stabilizzazione è utile quando montato su teleobiettivi medio-lunghi (dai 100mm in su) in quanto un piccolissimo movimento oscillatorio della fotocamera produce un più ampio movimento sull&#8217;immagine di un soggetto molto distante da noi; ma in realtà l&#8217;IS risulta funzionale anche su focali più corte, quando usate per esempio in condizioni di scarsa illuminazione e di conseguenza con tempi più lunghi.</p>
<p><strong>Quando non deve essere utilizzato</strong><br />
La regola è semplice: disattivare lo stabilizzatore quando non è necessario.<br />
In pratica, se stiamo fotografando con tempi molto rapidi (da 1/500s in su), è bene disattivare il sistema IS in quanto questo risulta superfluo e in alcuni casi anche &#8220;dannoso&#8221;.<br />
Lo si deve disabilitare anche quando si monta la fotocamera su un cavalletto o comunque su un supporto che la rende immobile. Addirittura, alcuni sistemi di ultima generazione, si disattivano in automatico quando rilevano questa situazione. Il sistema infatti potrebbe paradossalmente produrre lui stesso delle vibrazioni che potrebbero influenzare negativamente l&#8217;immagine.</p>
<p><strong>I limiti</strong><br />
Ovviamente il sistema IS non è la panacea di tutti i mali. Gli stabilizzatori di ultima generazione riescono a recuperare fino a 3 stop di diaframma (o tempo), ma oltre è davvero difficile andare. Quindi non facciamoci affidamento alla cieca, ma pensiamo sempre a come lo stiamo utilizzando.</p>
<p><strong><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3923" style="border-width: 1px; border-color: red; border-style: solid;" title="mode1-1" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/mode1-1-130x130.jpg" alt="" width="130" height="130" />Modalità di utilizzo</strong><br />
Alcuni obiettivi stabilizzati hanno due modalità di attivazione selezionabili da un selettore posto sull&#8217;obiettivo stesso. Per Canon sono indicate con &#8220;Modo 1&#8243; e &#8220;Modo 2&#8243;, su Nikon con &#8220;Normal&#8221; e &#8220;Active&#8221;.<br />
Il <strong>Modo 1</strong> (Canon) e <strong>Normal</strong> (Nikon) sono quelli standard e sono utili per fotografare soggetti statici; questa modalità infatti compensa solo gli eventuali movimenti involontari che potrebbe fare il fotografo in fase di scatto.<br />
Il <strong>Modo 2</strong> (<strong>Canon</strong>) è di più recente introduzione ed è l&#8217;ideale per fotografare soggetti in movimento; questa modalità infatti è in grado di rilevare automaticamente la direzione del soggetto e di conseguenza è in grado di compensare solo le vibrazioni in un senso e non nell&#8217;altro. Un classico utilizzo di questa modalità è il panning.<br />
L’impostazione <strong>Active</strong> (Nikon) è invece stata studiata per compensare movimenti &#8220;casuali&#8221; e molto rapidi; utile quando si sta fotografando appoggiati a un supporto che non è perfettamente stabile o che addirittura è in movimento (auto, treno, nave, ecc).</p>
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		<title>Nuovo arrivo: monitor LG E2441V</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/10/nuovo-arrivo-monitor-lg-e2441v/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 01:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi vi presento un nuovo arrivo nella mia attrezzatura. Non è prettamente un accessorio fotografico, ma per l&#8217;utilizzo che ne farò lo diventerà a tutti gli effetti! Ho appena acquistato un nuovo monitor LCD della LG, 24&#8243; WideScreen, e devo dire che elaborare le foto su uno schermo così (oltre a dare molta più soddisfazione!) è davvero molto comodo. In particolare, il formato 16:9 risulta molto funzionale in Lightroom e Potoshop in quanto gli strumenti laterali non &#8220;invadono&#8221; più la parte centrale dello schermo, dove è possibile vedere l&#8217;immagini intera, senza fastidiose sovrapposizioni. Caratteristiche tecniche: - Monitor Schermo LED - Aspect Ratio 16:9 - Risoluzione 1920 x 1080 - Luminosità (cd/m2) 250 cd/mq (125 in 3D) - Rapporto Contrasto 5.000.000:1 - Tempo di Risposta 5ms - Angolo di Visuale (°) 170° / 160° - Peso con Base (Kg) 2.7 - Larghezza (mm) 509 - Altezza (mm) 388 - Profondità (mm) 166 - Numero colori 16.7M - Frequenza 30-83kHz/56-75Hz (Analogica) - Ingressi VGA, DVI e HDMI Sito Ufficiale LG: http://www.lg.com/it/it-products/monitor/LG-monitor-E2441V.jsp]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3592" title="lg-monitor-E41-Large" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/lg-monitor-E41-Large-150x150.png" alt="" width="150" height="150" />Oggi vi presento un nuovo arrivo nella mia attrezzatura. Non è prettamente un accessorio fotografico, ma per l&#8217;utilizzo che ne farò lo diventerà a tutti gli effetti!</p>
<p>Ho appena acquistato un nuovo monitor LCD della LG, 24&#8243; WideScreen, e devo dire che elaborare le foto su uno schermo così (oltre a dare molta più soddisfazione!) è davvero molto comodo. In particolare, il formato 16:9 risulta molto funzionale in Lightroom e Potoshop in quanto gli strumenti laterali non &#8220;invadono&#8221; più la parte centrale dello schermo, dove è possibile vedere l&#8217;immagini intera, senza fastidiose sovrapposizioni.</p>
<p><strong>Caratteristiche tecniche:</strong><br />
- Monitor Schermo LED<br />
- Aspect Ratio 16:9<br />
- Risoluzione 1920 x 1080<br />
- Luminosità (cd/m2) 250 cd/mq (125 in 3D)<br />
- Rapporto Contrasto 5.000.000:1<br />
- Tempo di Risposta 5ms<br />
- Angolo di Visuale (°) 170° / 160°<br />
- Peso con Base (Kg) 2.7<br />
- Larghezza (mm) 509<br />
- Altezza (mm) 388<br />
- Profondità (mm) 166<br />
- Numero colori 16.7M<br />
- Frequenza 30-83kHz/56-75Hz (Analogica)<br />
- Ingressi VGA, DVI e HDMI</p>
<p><strong>Sito Ufficiale LG:</strong><br />
<a href="http://www.lg.com/it/it-products/monitor/LG-monitor-E2441V.jsp" target="_blank">http://www.lg.com/it/it-products/monitor/LG-monitor-E2441V.jsp</a></p>
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		<item>
		<title>Memory Card + Wi-Fi in un colpo solo!</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/09/memory-card-wireless-in-un-colpo-solo/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 06:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>
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		<category><![CDATA[wi-fi]]></category>
		<category><![CDATA[wifi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono forse il prodotto del momento. Si tratta delle memory card con integrata una connessione Wi-Fi. Queste schede di memoria, oltre alla normale funzione di memorizzazione dati, permettono anche di trasferire  istantaneamente foto e video da una fotocamera a un altro qualsiasi dispositivo wireless, come per esempio uno smartphone, un tablet, un PC o anche un&#8217;altra fotocamera dotata della stessa tecnologia. Per esempio la Eye-Fi di SanDisk (vedi foto) è una scheda SD da 4Gb o 8Gb con prestazioni wireless 802.11n, backup automatico e integrazione con i social media.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3374" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="sandisk_eyefi" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/sandisk_eyefi-302x400.jpg" alt="" width="127" height="168" /></p>
<p>Sono forse il prodotto del momento. Si tratta delle <a href="http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/04/memorycard-10-cose-da-sapere/">memory card</a> con <strong>integrata</strong> una <strong>connessione Wi-Fi</strong>. Queste schede di memoria, oltre alla normale funzione di memorizzazione dati, permettono anche di trasferire  istantaneamente foto e video da una fotocamera a un altro qualsiasi dispositivo wireless, come per esempio uno smartphone, un tablet, un PC o anche un&#8217;altra fotocamera dotata della stessa tecnologia. Per esempio la <strong>Eye-Fi di SanDisk</strong> (vedi foto) è una scheda SD da 4Gb o 8Gb con prestazioni wireless 802.11n, backup automatico e integrazione con i social media.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/09/memory-card-wireless-in-un-colpo-solo/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Moveetouch: riproduzione audio, foto e video</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/09/moveetouch-riproduzione-audio-foto-e-video/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 17:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi capita spesso di intraprendere discussioni relative ai Tablet PC (iPad e affini). Ovviamente non si deve mai generalizzare, ma io sostengo che spesso il principale utilizzo di questi strumenti non è altro che lo sfogliare foto e guardare video. Sì, è vero, c’è la parte di navigazione internet e lettura delle mail, ma oggi queste si possono fare in modo molto simile anche con uno smart phone. Senza dubbio ci sarà chi utilizza questi strumenti a pieno, ma penso anche che esista un bel gruppo di persone (fotografi amatoriali in primis) che hanno già comprato o che stanno valutando di comprare un tablet mettendo queste due funzionalità in cima alla lista delle prestazioni richieste. Spero quindi di fare cosa gradita proponendo un’alternativa tecnologica specifica per le funzioni di riproduzione audio, foto e video. Ovviamente dal costo notevolmente inferiore. Si chiama Moveetouch (AF7088MT HR moVee Touch) e si tratta di una nuova cornice multimediale di AGFAPHOTO dal design extra slim e dotata di display a colori touch screen. Principali caratteristiche: - 8,3&#8221; (21,5cm) LCD display - Touch Screen - 3 ore di autonomia della batteria - Formato: 4:3 - Risoluzione: 800 x 600 Pixel - Lettore di memoria 5 in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi capita spesso di intraprendere discussioni relative ai<strong> Tablet PC</strong> (iPad e affini). Ovviamente non si deve mai generalizzare, ma io sostengo che spesso il principale utilizzo di questi strumenti non è altro che lo <strong>sfogliare foto e guardare video</strong>. Sì, è vero, c’è la parte di navigazione internet e lettura delle mail, ma oggi queste si possono fare in modo molto simile anche con uno smart phone.</p>
<p>Senza dubbio ci sarà chi utilizza questi strumenti a pieno, ma penso anche che esista un bel gruppo di persone (fotografi amatoriali in primis) che hanno già comprato o che stanno valutando di comprare un tablet mettendo queste due funzionalità in cima alla lista delle prestazioni richieste. Spero quindi di fare cosa gradita proponendo un’alternativa tecnologica specifica per le funzioni di riproduzione audio, foto e video. Ovviamente dal costo notevolmente inferiore.</p>
<p>Si chiama <strong>Moveetouch</strong> (AF7088MT HR moVee Touch) e si tratta di una nuova cornice multimediale di <strong><a href="http://www.agfaphoto.com/" target="_blank">AGFAPHOTO</a></strong> dal design extra slim e dotata di display a colori <strong>touch screen</strong>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-3310 alignleft" style="border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Moveetouch" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Moveetouch.jpg" alt="" width="119" height="104" /></p>
<p><strong>Principali caratteristiche:</strong><br />
- 8,3&#8221; (21,5cm) LCD display<br />
- Touch Screen<br />
- 3 ore di autonomia della batteria<br />
- Formato: 4:3<br />
- Risoluzione: 800 x 600 Pixel<br />
- Lettore di memoria 5 in 1: SD / MMC / MS / SDHC / XD<br />
- Memoria interna con capacita fino a 2GB (8000 immagini)<br />
- 2 USB Ports<br />
- Video: Mjpeg, MPEG4<br />
- Musica: MP3</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3312" style="border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" title="CADRE_MOVEE_MONTAGE_PIED" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/CADRE_MOVEE_MONTAGE_PIED.jpg" alt="" width="460" height="480" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Download scheda tecnica:</strong><br />
<a href="http://www.agfaphoto.com/appc/_upload/2010_40/AF7088MT_EN_BD.pdf" target="_blank"> http://www.agfaphoto.com/appc/_upload/2010_40/AF7088MT_EN_BD.pdf</a></p>
<p><strong>Costo approssimativo:</strong> 120,00 €</p>
<p>Che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Zoom Ottico e Digitale</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/07/zoom-ottico-e-digitale/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 01:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTREZZATURA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>
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		<description><![CDATA[Avrete certamente notato che nelle fotocamere compatte vengono sempre indicati due valori di Zoom: ottico e digitale. Come mai? Zoom Ottico E’ l’effettiva lunghezza focale dell’obiettivo, che in una compatta è ovviamente fisso. Per “semplicità” è indicato con un fattore moltiplicatore (5x, 8x, 10x), ma in realtà si misura esattamente come negli obiettivi delle reflex. Di per sé infatti l’indicazione 10x non vuol dire molto; anzi, si potrebbe pensare che uno Zoom 10x sia “più potente” di un 8x… ma in realtà le cose non stanno proprio così. Il fattore infatti si riferisce alla lunghezza focale minima dell’obbiettivo in modo che, moltiplicandola per il valore di zoom, si ottenga quella massima. Ad esempio uno Zoom 10x potrebbe essere un 18–180mm ma anche un 40–400mm. Mentre un 8x potrebbe essere un 18–145mm oppure un 40–320mm. Se leggiamo questi numeri si capisce che potrei avere una compatta con zoom 8x che arriva fino a 320mm e paragonarla con un’altra con zoom 10x che però arriva “solo” a 180mm. Quindi, oltre al fattore moltiplicatore, è bene controllare la cosiddetta “lunghezza focale equivalente” cioè la misura riportata sulla lente (a volte anche sulla scatola e sicuramente nel manuale) in modo da capire con quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2709" title="compatta_canon" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/compatta_canon.png" alt="" width="143" height="98" />Avrete certamente notato che nelle fotocamere compatte vengono sempre indicati due valori di Zoom: ottico e digitale.<br />
Come mai?</p>
<p><strong>Zoom Ottico</strong><br />
E’ l’effettiva lunghezza focale dell’obiettivo, che in una compatta è ovviamente fisso. Per “semplicità” è indicato con un fattore moltiplicatore (5x, 8x, 10x), ma in realtà si misura esattamente come negli obiettivi delle reflex. Di per sé infatti l’indicazione 10x non vuol dire molto; anzi, si potrebbe pensare che uno Zoom 10x sia “più potente” di un 8x… ma in realtà le cose non stanno proprio così.<br />
Il fattore infatti si riferisce alla lunghezza focale minima dell’obbiettivo in modo che, moltiplicandola per il valore di zoom, si ottenga quella massima.  Ad esempio uno Zoom 10x potrebbe essere un 18–180mm ma anche un 40–400mm. Mentre un 8x potrebbe essere un 18–145mm oppure un 40–320mm. Se leggiamo questi numeri si capisce che potrei avere una compatta con zoom 8x che arriva fino a 320mm e paragonarla con un’altra con zoom 10x che però arriva “solo” a 180mm.<br />
Quindi, oltre al fattore moltiplicatore, è bene controllare la cosiddetta “<strong>lunghezza focale equivalente</strong>” cioè la misura riportata sulla lente (a volte anche sulla scatola e sicuramente nel manuale) in modo da capire con quale ottica abbiamo veramente a che fare.</p>
<p><strong>Zoom Digitale</strong><br />
Lo zoom digitale non è altro che un fattore di ingrandimento di una immagine presa alla massima estensione dello zoom ottico. In pratica, io potrei applicare il massimo zoom ottico possibile e accorgermi che ancora sono troppo lontano dal soggetto; a questo punto applico lo zoom digitale che mi “allunga” ulteriormente la lunghezza focale del mio obbiettivo, facendomi avvicinare ancora di più al soggetto. Ovviamente questo non è possibile e infatti si tratta di un trucco. Lo <strong>zoom digitale</strong> è solo un <strong>ingrandimento</strong>, o meglio un ritaglio (crop), dell’immagine originale. E infatti <strong>la qualità della foto ottenuta peggiora</strong> notevolmente. In sostanza è come se scattassimo la foto con lo zoom ottico al massimo e poi la portassimo in Photoshop; poi la ritagliamo al centro e la ingrandiamo. Il risultato ottenuto è più o meno lo stesso, ma io consiglio di farlo sempre in post produzione e non con lo zoom digitale per almeno due motivi:<br />
-	se lo facciamo dopo, potremmo anche scegliere di mantenere la foto originale senza ritaglio<br />
-	spesso Photoshop lavora meglio dello zoom digitale delle compatte e inoltre possiamo scegliere con più precisione il fattore di ritaglio</p>
<p>Quindi, quando dovrete valutare l’acquisto di una compatta, ora sapete che il fattore di <strong>zoom da controllare meglio è quello ottico</strong>, ignorando quasi del tutto quello digitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diaframmi all&#8217;opera</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/06/diaframmi-allopera/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 00:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
		<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo video si vede (a rallentatore) come opera un diaframma; l&#8217;obiettivo in questione è uno zoom Canon 18-55mm. E&#8217; interessante vedere come si muovono le lamelle: con estrema precisione, ma allo stesso tempo ad altissima velocità! Aperture Revealed &#8211; 120 fps &#8211; HD from Camera Technica on Vimeo. Che spettacolo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2295" title="diaframma" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/diaframma-150x150.jpg" alt="" width="54" height="54" />In questo video si vede (a rallentatore) come opera un <strong>diaframma</strong>; l&#8217;obiettivo in questione è uno zoom Canon 18-55mm. E&#8217; interessante vedere come si muovono le lamelle: con estrema precisione, ma allo stesso tempo ad altissima velocità!</p>
<p><object width="400" height="225"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=22585470&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=22585470&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00adef&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/22585470">Aperture Revealed &#8211; 120 fps &#8211; HD</a> from <a href="http://vimeo.com/camtech">Camera Technica</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Che spettacolo!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ritardo nello scatto? Tutta colpa dello &#8220;Shutter Lag&#8221;&#8230;</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/05/tutta-colpa-dello-shutter-lag/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 04:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
		<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>
		<category><![CDATA[Canon]]></category>
		<category><![CDATA[compatte]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Nikon]]></category>
		<category><![CDATA[otturatore]]></category>
		<category><![CDATA[reflex]]></category>
		<category><![CDATA[ritardo]]></category>
		<category><![CDATA[shutter lag]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti come mai quando scattate una foto con una compatta, spesso passa qualche istante tra quando premete il pulsante e quando effettivamente la macchina scatta? Scommetto che questa cosa vi ha fatto innervosire più di una volta&#8230; Bene, la colpa è dello Shutter Lag! Letteralmente è appunto il ritardo dell&#8217;otturatore ed è dovuto al fatto che, quando si preme sul pulsante di scatto, la fotocamera deve eseguire diverse operazioni prima di poter catturare effettivamente l&#8217;immagine; per esempio deve calcolare l&#8217;esposizione, settare il bilanciamento del bianco, mettere a fuoco, ecc. Da qui il ritardo di qualche istante. Ma allora come mai nelle reflex lo shutter lag è molto ridotto? La risposta è che le fotocamere DSLR hanno spesso componenti specifici dedicati a singole funzioni; per esempio hanno un microprocessore dedicato alla misurazione dell&#8217;esposizione e uno per la messa a fuoco. Questo abbassa di molto il ritardo in quanto la macchina è in grado di compiere più operazioni insieme. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti come mai quando scattate una foto con una compatta, spesso passa qualche istante tra quando premete il pulsante e quando effettivamente la macchina scatta? Scommetto che questa cosa vi ha fatto innervosire più di una volta&#8230; Bene, la colpa è dello <strong>Shutter Lag</strong>!<br />
Letteralmente è appunto il <strong>ritardo dell&#8217;otturatore</strong> ed è dovuto al fatto che, quando si preme sul pulsante di scatto, la fotocamera deve eseguire diverse operazioni prima di poter catturare effettivamente l&#8217;immagine; per esempio deve calcolare l&#8217;esposizione, settare il bilanciamento del bianco, mettere a fuoco, ecc. Da qui il ritardo di qualche istante.</p>
<div id="attachment_2186" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-2186" title="autofocus" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/autofocus.png" alt="" width="200" height="173" /><p class="wp-caption-text">sensore AF della Canon EOS 7D</p></div>
<p>Ma allora come mai nelle reflex lo shutter lag è molto ridotto? La risposta è che le fotocamere DSLR hanno spesso componenti specifici dedicati a singole funzioni; per esempio hanno un microprocessore dedicato alla misurazione dell&#8217;esposizione e uno per la messa a fuoco. Questo abbassa di molto il ritardo in quanto la macchina è in grado di compiere più operazioni insieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Autofocus: occhio ai &#8220;falsi&#8221; USM</title>
		<link>http://www.tuttoleo.it/wordpress/2011/05/autofocus-occhio-ai-falsi-usm/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 03:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tuttoleo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTREZZATURA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>
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		<category><![CDATA[AF]]></category>
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		<category><![CDATA[autofocus]]></category>
		<category><![CDATA[Canon]]></category>
		<category><![CDATA[micro-USM]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[USM]]></category>

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		<description><![CDATA[La sigla USM in un obiettivo identifica la tipologia di autofocus (AF) che l&#8217;obiettivo stesso utilizza; in particolare questa sigla indica che la messa a fuoco viene gestita da un motore &#8220;ultrasonico&#8221; dedicato. L&#8217;USM ha diversi vantaggi tra i quali il più evidente è sicuramente la velocità di messa a fuoco nettamente più rapida rispetto ad un motore AF standard, cosa apprezzabile soprattutto quando si fotografa soggetti in movimento. Inoltre dà la possibilità al fotografo di passare alla messa a fuoco in manuale in qualsiasi momento, semplicemente agendo sulla specifica ghiera e senza dover toccare l&#8217;interruttore del fuoco A/M. Altri vantaggi sono la silenziosità e il fatto che la messa a fuoco è interna all&#8217;obiettivo, quindi questo non si estende e non ruota nemmeno l&#8217;elemento frontale durante la messa a fuoco. Attenzione però ai &#8220;falsi&#8221; USM! Il vero USM è quello ad anello (ring-type USM) ed è quello che offre tutti i vantaggi di cui sopra. Esiste però anche il micro-USM, che invece è molto simile ad un motore AF standard, quindi sicuramente più lento e rumoroso, ma anche più economico. Come fare a sapere quale tipo di USM sia montato su un obiettivo non è sempre così facile; infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sigla <strong>USM </strong>in un obiettivo identifica la tipologia di autofocus (AF) che l&#8217;obiettivo stesso utilizza; in particolare questa sigla indica che la messa a fuoco viene gestita da un motore &#8220;ultrasonico&#8221; dedicato.</p>
<div id="attachment_2173" class="wp-caption alignleft" style="width: 106px"><img class="size-full wp-image-2173  " title="EF-70-200_IS_ISM" src="http://www.tuttoleo.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/EF-70-200_IS_ISM.jpg" alt="" width="96" height="192" /><p class="wp-caption-text">EF 70-200mm f/4L IS USM (ad anello)</p></div>
<p>L&#8217;USM ha diversi vantaggi tra i quali il più evidente è sicuramente la velocità di messa a fuoco nettamente più rapida rispetto ad un motore AF standard, cosa apprezzabile soprattutto quando si fotografa soggetti in movimento. Inoltre dà la possibilità al fotografo di passare alla messa a fuoco in manuale in qualsiasi momento, semplicemente agendo sulla specifica ghiera e senza dover toccare l&#8217;interruttore del fuoco A/M. Altri vantaggi sono la silenziosità e il fatto che la messa a fuoco è interna all&#8217;obiettivo, quindi questo non si estende e non ruota nemmeno l&#8217;elemento frontale durante la messa a fuoco.</p>
<p>Attenzione però ai &#8220;falsi&#8221; USM! Il vero USM è quello ad anello (<strong>ring-type USM</strong>) ed è quello che offre tutti i vantaggi di cui sopra. Esiste però anche il <strong>micro-USM</strong>, che invece è molto simile ad un motore AF standard, quindi sicuramente più lento e rumoroso, ma anche più economico.<br />
Come fare a sapere quale tipo di USM sia montato su un obiettivo non è sempre così facile; infatti la sigla riportata è la stessa sia che l&#8217;obiettivo monti l&#8217;USM ad anello che il micro-USM. Sicuramente una indicazione viene dalla tipologia di obiettivo; la serie professionale &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>L</strong></span>&#8221; di Canon infatti, monta quasi sempre l&#8217;USM ad anello, mentre obiettivi meno costosi che non fanno parte della serie &#8220;<strong><span style="color: #ff0000;">L</span></strong>&#8220;, sono spesso equipaggiati di mirco-USM. L&#8217;unico consiglio è quello di informarsi presso l&#8217;acquirente e leggere le recensioni su riviste specializzate o in rete.</p>
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