Lavorare con le copie virtuali | Tutorial Lightroom

Come sappiamo Lightroom lavora direttamente con i file RAW, salvando a parte (in un file o nel catalogo) le informazioni relative alle modifiche che effettuiamo sulle immagini. Questo è facilmente riscontrabile dal fatto che, in qualsiasi momento, dal modulo “Sviluppo“, abbiamo a disposizione il pulsante “Ripristina” con il quale possiamo tornare all’immagine RAW originale con un solo click. Una volta premuto “Ripristina” però, se usciamo da Lightroom, tutte le modifiche alla foto andranno definitivamente perse.

Inoltre, se volessimo eseguire più prove di modifica per poi confrontarle e vedere quale ci piace di più, l’unico modo per farlo sarebbe quello di duplicare il file RAW originale, che però, come sappiamo, sono file che possono raggiungere dimensioni pari a diverse decine di megabyte l’uno.

Lightroom ovvia a questo problema mettendoci a disposizione le “copie virtuali“. Queste agiscono solo sulle informazioni aggiuntive legate al file RAW originale (che rimane unico e intatto) creando un nuovo file descrittore, dalle dimensioni molto ridotte, dove memorizzare le sole modifiche effettuate alla foto selezionata.

Vediamo un esempio pratico, partendo da una foto a colori che vogliamo convertire in bianco e nero. Una volta individuata l’immagine, premiamo il pulsante destro del mouse sulla foto e selezioniamo “Crea copia virtuale“.

A questo punto, nella barra dei provini in basso, ci troviamo due immagini identiche. Sulla prima è presente il numero “2” a indicare che abbiamo due copie della stessa foto, la seconda ha invece una specie di “orecchietta” che indica appunto che si tratta di una copia virtuale (potete facilmente verificarlo, andando nella cartella dove sono memorizzati fisicamente i file RAW e vedrete che il file è rimasto uno solo).

Selezioniamo ora la copia virtuale con un doppio click e andiamo a lavorare nel modulo Sviluppo eseguendo le opportune modifiche; nel nostro caso la convertiremo in immagine in bianco e nero. Una volta terminato il lavoro, premendo il tasto “G“, torniamo alla visualizzazione “Griglia“, dove troveremo entrambe le immagini: l’originale a colori e la virtuale in bianco e nero.

Ammettiamo ora di non essere proprio soddisfatti della conversione e che vogliamo provare a ritoccare ulteriormente la copia virtuale, senza però perdere il lavoro appena fatto. Bene, non dovremo fare altro che creare una ulteriore copia virtuale, eseguendo la stessa operazione di prima, ma stavolta partendo dalla copia virtuale che già abbiamo (la foto convertita in bianco e nero). Il risultato saranno tre immagini: l’originale a colori e due virtuali identiche in bianco e nero. Vi ricordo che il file RAW originale sarà sempre e solo uno.

Adesso saremo in grado di modificare a nostro piacimento la seconda copia virtuale, lasciando intatte l’originale e la prima versione in B/N.

Ed ecco che alla fine, dallo stesso file “grezzo”, avremo ottenuto tre diverse versioni di una foto, con il minimo ingombro a livello di Megabyte occupati sul disco rigido e con la massima flessibilità per gestire ulteriori modifiche o ripensamenti. Naturalmente anche queste copie virtuali potranno essere facilmente esportate in immagini “standard” (TIFF, JPG, ecc.) per poi essere stampate o pubblicate in rete.

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