Acquisto e utilizzo del cavalletto | 10 cose da sapere

1. PREMESSA

Per ottenere il massimo della nitidezza dalle vostre immagini, l’utilizzo del treppiedi è fondamentale, se non obbligatorio. Nonostante questo, essendo il cavalletto un accessorio ingombrante e a volte anche molto pesante da portarsi dietro, tendenzialmente non lo si utilizza quasi mai. E spesso questo è uno sbaglio. Ora, non voglio certo che vi precipitiate subito a comprarne uno; non è detto che faccia al caso vostro. Quindi cerchiamo prima di approfondire e capire meglio l’argomento.

2. EVITARE IL MOSSO E IL MICRO-MOSSO

Evitare il mosso è forse la principale funzionalità di un treppiede. In questo mio precedente post ho parlato di come evitarlo anche scattando a mano libera ma, se ne abbiamo la possibilità, l’utilizzo del cavalletto risulterà assai più efficace.

3. QUANDO USARE IL CAVALLETTO

In generale, l’utilizzo del cavalletto è obbligatorio quando dobbiamo (o vogliamo) fotografare utilizzando tempi lunghi, diciamo da circa 1/30 di secondo in poi. Questo potrebbe capitare in situazioni di scarsa luminosità, come ad esempio in spazi chiusi o di notte, oppure perchè vogliamo creare particolari effetti di luce o di movimento. Pensate ad esempio alle classiche scie di luce o alla tecnica della light painting.

Ma esistono anche altre occasioni dove è buona norma utilizzarlo. Una di queste ad esempio è la fotografia di paesaggio. In questo caso, pur avendo probabilmente a che fare con soggetti statici, utilizzare il cavalletto ci farà ugualmente guadagnare in nitidezza, indipendentemente dai tempi di scatto utilizzati. Stessa cosa vale anche per la fotografia macro, dove però sarà un po’ più difficile mettere in pratica la cosa in quanto i soggetti in quel caso non saranno proprio “statici”.

4. CAVALLETTO VS STABILIZZATORE

Negli ultimi tempi, si sono molto evoluti gli stabilizzatori ottici di immagine che ci aiutano (e molto!) durante lo scatto. Ma ricordate che nessuno stabilizzatore potrà mai fare meglio di un solido treppiedi… Se non ci credete, provate a scattare con un tempo di 1 secondo a mano libera… Non c’è stabilizzatore al mondo che vi possa aiutare!

foto scattata a mano libera con un tempo pari a 1 secondo

5. RAPPORTO PESO/ROBUSTEZZA

Sono tanti i fattori che rendono più o meno buono un cavalletto, ma la cosa fondamentale è la sua stabilità. E questa è in rapporto diretto con l’attrezzatura che ci andremo a montare sopra. Con fotocamere compatte, bridge o reflex di fascia amatoriale, potremo permetterci un cavalletto anche non troppo robusto e pesante. Ma se abbiamo intenzione di utilizzare una reflex di livello medio alto, magari anche con obbiettivi professionali (e pesanti), la nostra scelta dovrà cadere su un cavalletto robusto, di fascia (e prezzo) superiore.

Per ogni treppiede è indicato il carico massimo sopportabile da paragonare con il peso della vostra attrezzatura. Vi consiglio di non stare proprio precisi in questa valutazione… non si mai quali obbiettivi o fotocamere potreste comprare in futuro!

6. UN CAVALLETTO PER OGNI OCCASIONE

In generale i cavalletti sono abbastanza dinamici e si adattano a quasi tutte le situazioni che potremmo incontrare. Ma per esserne sicuri, una delle cose da controllare quando se ne acquista uno, sono appunto queste caratteristiche di adattamento. E in particolare: altezza massima e minima che può raggiungere il cavalletto, possibilità di regolazione delle gambe e possibilità di regolazione della colonna centrale (se presente).

A dire il vero, ci sono anche cavalletti specifici per certe tipologie di foto, come ad esempio per la fotografia macro o naturalistica; ma sono davvero cose particolari e strettamente di settore.

7. ANCHE LA TESTA HA LA SUA IMPORTANZA

I cavalletti di media/bassa qualità vengono già forniti di testa, cioè di quell’elemento dove andremo a fissare la nostra fotocamera. Nei cavalletti di fascia più alta invece, la testa non è compresa e dovrà essere acquistata a parte. Questo è sicuramente svantaggioso dal punto di vista economico, ma ci darà la possibilità di scegliere quella più adatta alle nostre esigenze. Inoltre potremo anche decidere di cambiarla (senza dover cambiare cavalletto) se dopo qualche tempo non ci trovassimo più bene con il modello scelto. Infine, c’è da dire che le teste intercambiabili sono costruite mediamente meglio, risultano più solide, e normalmente sono in grado di reggere un carico maggiore. Per saperne di più sulla scelta della testa, potete leggere qui un mio post dedicato interamente a questo importate accessorio.

8. ALTERNATIVE DA CONSIDERARE

Ovviamente il cavalletto non è l’unico stativo disponibile per tenere immobile la nostra fotocamera durante lo scatto. Esistono infatti dei supporti più piccoli e maneggevoli (e di costo inferiore) che spesso risultano sufficienti alle nostre esigenze. Anche in questo caso vi rimando a un mio precedente post dove ho già fornito alcune alternative valide all’utilizzo del treppiede.

Esistono poi alcuni supporti per fissare la fotocamera in situazioni particolari, come in auto o su un casco. Ecco un paio di link sull’argomento:
– Camera Holder

http://www.nilox.it/

Infine, ci sono anche occasioni dove non è proprio possibile usare il cavalletto, come ad esempio nei musei o durante manifestazioni sportive. In questo caso un valido aiuto ce lo potrebbe dare un monopiede. Il monopiede (figura a destra) è una sorta di cavalletto con una gamba sola. Non dà certo la stabilità di un treppiede, ma è molto più facile da muovere e dà comunque un sostegno al fotografo, soprattutto quando si utilizza un’attrezzatura pesante.

9. COME SI USA

Una volta montata la fotocamera sul cavalletto, siamo solo all’inizio. Per evitare del tutto che in fase di scatto vengano riportate delle vibrazioni, anche minime, alla fotocamera, ci sono alcune accortezze da seguire.

Prima di tutto come regolarlo. Quando stiamo definendo l’altezza a cui dovrà essere posizionato, ricordiamoci di allungare del tutto le gambe prima di andare ad agire sulla colonna centrale. Questa infatti e generalmente meno stabile della gambe.

In fase di scatto invece, il mio consiglio è quello di usare un telecomando (a filo o wireless) onde evitare che, con la pressione del pulsante di scatto, si possa involontariamente muovere la fotocamera. In alternativa, possiamo usare la funzione di autoscatto, presente in tutte le fotocamere. Impostandolo a 10 secondi, le eventuali vibrazioni dovrebbero cessare prima dello scatto.

Se la fotocamera lo permette, un’altra buona tecnica da utilizzare, è quella di attivare il “LiveView“, cioè attivare lo schermo LCD per visualizzare la scena invece che affidarsi al mirino ottico. Questo ci fornisce alcuni vantaggi, soprattutto per quanto riguarda la messa a fuoco del soggetto.

Infine, un’altra funzione che potrebbe ulteriormente aiutarci in fase di scatto, è il blocco dello specchio. In pratica, attivando questa funzione, lo scatto avviene in due tempi distinti. Alla prima pressione del pulsante di scatto, la fotocamera alzerà solo lo specchio, ma senza scattare; solo alla seconda pressione del pulsante avverrà effettivamente l’acquisizione dell’immagine. Se attivata con l’autoscatto, la procedura sarà automatica; alla pressione del pulsante si alzerà lo specchio e alla fine del tempo verrà scattata la foto. Tutto questo serve per impedire che il movimento dello specchio, implichi il verificarsi di vibrazioni che potrebbero andare ad influenzare la nostra foto.

10. CONCLUSIONI

Non abbiate fretta nella scelta del cavalletto. Prima di tutto valutate se effettivamente vi possa servire o se potete affidarvi a delle alternative. Quando lo acquistate poi, valutate bene il modello da prendere; si cambia molto più spesso la macchina fotografia degli accessori. In generale io consiglio sempre un cavalletto di fascia medio alta con testa intercambiabile. E’ più costoso, ma più versatile e robusto. Inoltre sono quelli che si rivendono meglio nel caso vi accorgeste che non vi serve più.

Se lo acquistate, usatelo il più possibile, anche quando siete convinti che non possa dare un valore aggiunto alla vostra immagine. Sembra strano, ma solo il fatto di posizionarlo e dedicare più tempo allo scatto, farà migliorare le vostre foto.

Infine, fate lavorare la fantasia. Il fatto di avere tutto il tempo che volete per scattare, vi potrebbe aprire un mondo di cui ignoravate totalmente l’esistenza!

 

 

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