Foto mosse | qualche consiglio per evitarle

Cos’è il mosso

Il mosso in fotografia non è altro che un difetto di nitidezza nell’immagine dovuto al movimento del soggetto fotografato, del fotografo (o di entrambi) durante lo scatto. Una foto può essere totalmente mossa o anche solo parzialmente. Generalmente, nel primo caso, la foto risulterà sbagliata in quanto nessun elemento risulterà nitido e ben decifrabile.

Nel secondo caso invece (mosso parziale), la foto potrebbe anche risultare corretta, in quanto avremo un riferimento statico e un elemento “mosso”, che però darà il senso del movimento all’immagine.

In generale (e molto sommariamente), potremmo intendere come corretta una foto dove c’è la totale assenza di mosso negli elementi statici dell’immagine. In pratica, ciò che nella realtà è fermo (ad esempio colline, case, lampioni, quadri, tavoli, ecc.), deve risultare perfettamente immobile anche nella nostra foto.

Ma in realtà non è proprio così; esistono infatti tecniche di ripresa che vanno contro questa regola. Una di queste è ad esempio il panning. In questo caso si verifica proprio l’opposto… ciò che è in movimento, deve risultare nitido e lo sfondo (che nella realtà è statico) deve risultare mosso.

Cycling

Quindi potremmo dire che una regola “più precisa” potrebbe indicare che una foto può essere anche parzialmente mossa, a patto però che ci sia almeno un elemento statico e nitido che faccia da punto di riferimento.

Ora, tralasciando tutti i casi dove volontariamente vorremmo avere il mosso, concentriamoci sulle fotografie a soggetti statici, cioè quelle dove il mosso non lo vogliamo. Premesso quindi che il soggetto che stiamo fotografando è immobile, l’unico movimento a cui dovremmo porre attenzione sarà quello della nostra macchina fotografica.

Come evitare il mosso

Il primo metodo per non far muovere la fotocamera durante lo scatto è abbastanza semplice e intuitivo: utilizzare il cavalletto. Un classico esempio potrebbe essere quando si fotografa un panorama. In questo caso infatti, l’utilizzo di un treppiede, aumenterà sicuramente la nitidezza della nostra immagine.

Ma non sempre avremo a disposizione un supporto per bloccare la nostra fotocamera. Allora quali alternative abbiamo?

Be’, ora sappiamo che il mosso è dovuto a un elemento (fotografo o soggetto) che si muove durante lo scatto. Perciò, per evitare il mosso senza avere a disposizione un cavalletto, possiamo utilizzare un tempo di scatto sufficientemente breve da “congelare” il suddetto movimento. E visto che ormai abbiamo anche imparato che in fotografia esiste una regola praticamente per tutto, ci aspettiamo che ne esista una anche per evitare il mosso a mano libera… e infatti c’è!

La regola in questione impone di utilizzare un tempo di scatto uguale (o più rapido) del reciproco della lunghezza focale utilizzata. Per intendersi, se stiamo usando un obbiettivo 50mm, non dobbiamo scattare più lentamente di 1/60 di secondo… Con un 100mm, il tempo minino diventa più rapido, pari a 1/125 di secondo… Se poi usiamo un tele da 200mm, non dobbiamo scattare più lenti di 1/250 di secondo… e così via…

Da notare che i tempi non sono esattamente identici a “1/lunghezza focale”. Questo perchè rispettano la scala dei tempi utilizzata in fotografia. Non è questo l’argomento del post, quindi non mi dilungo oltre, ma vi basti sapere che la scala dei tempi è quella riportata qui sotto e che per comodità riporto solo da 1/1000 di secondo (tempo rapido)  a 1 secondo (tempo lento).

Ovviamente per comodità, e visto che le fotocamere lo permettono, nessuno vi impedisce di applicare la regola con valori esattamente uguali a 1/focale.

Per darvi un’idea migliore di cosa possa succedere se si utilizzano tempi troppo lenti, ecco alcuni esempi di immagini scattate tutte alla stessa distanza e con un 50mm, ma con tempi di scatto diversi (cliccare sulle foto per ingrandirle).

50mm
t = 1 secondo
50mm
t = 1/8 di secondo
50mm
t = 1/60 di secondo

Come si nota, la prima a sinistra è evidentemente mossa, la seconda lo è solo leggermente (micro-mosso), mentre la terza è perfettamente nitida. Un consiglio. La seconda foto, vista nel display della fotocamera, potrebbe sembrare nitida anche se in realtà non lo è; per evitare questi errori di valutazione, in fase di visualizzazione delle immagini, utilizzate sempre la funzione zoom (tasto +) per ingrandirle e controllarne meglio la nitidezza e la corretta messa a fuoco.

Questa regola dei tempi in relazione alle lunghezze focali è in realtà influenzata anche da altri fattori, come ad esempio la distanza tra fotografo e soggetto e ovviamente anche il fatto che si stia utilizzando o meno uno stabilizzatore ottico. Però rimane comunque un buon punto di riferimento.

Quando invece abbiamo a che fare con soggetti in movimento, le cose ovviamente cambiano. In questo caso dobbiamo rapportare la velocità del movimento al tempo di scatto utilizzato. Infatti, un movimento lento del soggetto, per esempio un passante che cammina, può essere facilmente bloccato utilizzando un tempo di scatto anche di 1/60 di secondo. Mentre, per bloccare una macchina che ci passa davanti a tutta velocità, dovremmo utilizzare un tempo molto più rapido, magari anche 1/500 di secondo o più.

Foto scattata a 1/500 di secondo:
gli schizzi d’acqua, pur muovendosi rapidamente, risultano immobili

Lavorare in priorità di tempi (Tv / T)

In pratica, per le foto a mano libera, è (quasi) tutta una questione di tempo di scatto. E per poter utilizzare tempi più brevi (in modo da fermare i nostri soggetti), abbiamo solo due alternative: aprire il più possibile il diaframma e, quando questo non basta, alzare la sensibilità ISO. Se non abbiamo ancora molta dimestichezza con la coppia tempo/diaframma, ci potrebbero venire in aiuto i programmi automatici della nostra fotocamera e, in particolare quello a priorità di tempi (indicato solitamente con Tv o T). In questo caso, noi imposteremo appunto il tempo di scatto e la fotocamera regolerà di conseguenza il diaframma. Se poi ci accorgiamo che la massima apertura di diaframma a nostra disposizione non basta, potremo sempre alzare gli ISO. In realtà, volendo, possiamo far gestire anche questa regolazione alla macchina, impostando il valore ISO su AUTO; questa operazione è però normalmente sconsigliata in quanto ci potrebbe portare a scattare foto con valori ISO troppo alti e con conseguente perdita di nitidezza (che è proprio quello che stiamo cercando di evitare!).

 

 

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