Cosa vuol dire (e a cosa serve) geotaggare una foto

Significato di Geotag

Nasce tutto dal termine “tag” (etichetta), parola utilizzata soprattutto in internet e nei social network come facebook quando si associa una persona (o un luogo) a una fotografia. Da questo termine nasce anche il relativo verbo “taggare” (Ti ho taggato in questa foto) ad indicare l’azione di “etichettare” una foto con i nomi delle persone in essa ritratte.

Geotaggare indica una specifica forma di etichettatura associata a una foto. In particolare, è l’azione attraverso la quale associamo a una fotografia il luogo dove questa è stata scattata. Detto così, non sembra certo una novità; tutti noi quando pubblichiamo o stampiamo una foto ci scriviamo nella didascalia il luogo dove l’abbiamo fatta. Ma la vera innovazione sta nel fatto che questa informazione adesso può essere salvata “dentro” il file stesso; cioè viene associata all’immagine e ne diventa una proprietà come la data di scatto, la dimensione, il tipo di file, lo spazio colore, ecc.

Come geotaggare una foto

Quando si caricano le foto in una galleria on-line (Es: Flickr) ad ogni foto è possibile associare un luogo. Solitamente la ricerca avviene (ovviamente) per nome, ma in alcuni casi è anche possibile specificare le coordinate geografiche esatte. Anche i principali software di archiviazione fotografica (es: Lightroom) adesso supportano il geotagging, dando così la possibilità all’utente di salvare, insieme alle foto, anche le coordinate dove queste sono state scattate.

Per facilitarci il lavoro, inoltre, alcune fotocamere di ultima generazione e anche molti smartphone, hanno integrato (o disponibile come optional) un ricevitore GPS, tipo quello utilizzato dai navigatori satellitari. Questo dispositivo è in grado di “leggere” la posizione in cui ci troviamo al momento dello scatto e di associarla automaticamente alla foto. In questo modo, quando andremo a caricare la nostra foto sul web o in Lightroom, questa risulterà subito correttamente geotaggata.

Quando e perchè usare i geotag

Ora come ora è diventata una moda legata soprattutto ai social network, ma in realtà questa funzione ha un utilizzo ben preciso. Ammettiamo ad esempio di fare un viaggio che prevede molti spostamenti. Durante tutto l’itinerario visiteremo un sacco di posti… Paesi, parchi, musei… E ovviamente scatteremo il solito miliardo di foto! Poi però, quando rientreremo a casa dopo, ammettiamo, un paio di settimane, le andremo a riguardare e ci accorgeremo che la nostra memoria vacilla… “Bella questa! Ma dove eravamo? Come si chiamava questo paesino?”.

Per non parlare poi di chi fa reportage… Immaginate di tornare con una foto spettacolare, ma di non ricordare dove l’avete scattata. Quella foto, quanto bella che sia, diventerà praticamente inutilizzabile, se non come mero ricordo di una vacanza… L’avete infatti mai vista una foto pubblicata con scritto una cosa tipo “Tramonto – non ricordo né dove, né quando“? Io non credo.

Per risolvere questo problema, c’è tutt’ora una tecnica tanto semplice quanto efficace: quando arrivate in un posto, fotografate come prima cosa il cartello di benvenuto, dove solitamente c’è indicato il nome del posto. In questo modo saprete che tutte le foto da quel punto in poi (fino alla successiva foto di un cartello) saranno state scattate in quel posto. Certo, se avete una moderna fotocamera digitale con GPS integrato, questo non sarà più necessario!

 

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