Photoshop: i primi errori che commettiamo tutti

photoshopOrmai le due cose vanno di pari passo. Quando si parla di fotografia, entro qualche minuto, si sente nominare Lui, il non plus ultra del fotoritocco, la panacea di ogni errore fotografico, il solo e unico Adobe Photoshop! E allora si comincia con pennelli, timbri, livelli, curve, maschere… e poi ancora CS3, CS4, CS5… più “CS” ci sono e meglio è!

E’ vero che il “fotoritocco” è sempre esistito e lo si faceva anche con lo sviluppo in analogico, ma ora sembra quasi prevalere sullo scatto. Quando si insegna fotografia, viene sempre chiesto anche un corso per ritoccare le proprie immagini. Invece di pensare come realizzare al meglio lo scatto, si pensa a come correggerlo in post-produzione.

Certo è che la fotografia digitale ha forse un po’ “appiattito” le immagini e che queste hanno bisogno di qualche leggero ritocco, soprattutto di contrasto e saturazione…. ma per esempio il taglio (crop) sarebbe bene riuscire a evitarlo….

Alla luce di tutto questo, sperando di aiutare qualche neofito, vi riepilogo gli errori che vedo più spesso in coloro che si avvicinano alla fotografia digitale (compreso il sottoscritto!).

1) Comprare Photoshop appena si scatta la prima foto
Ovviamente dico “comprare” per non dire “scaricare” (e avete già capito!)… ma il succo è lo stesso…. Buttarsi a capo fitto nella postproduzione, prima ancora di aver appreso i fondamentali della fotografia, non è una cosa molto furba. Anche perchè avreste a disposizione uno strumento potentissimo, ma senza sapere cosa farne. Con quale criterio correggete una foto, se non sapete le regole che la rendono più o meno bella? Secondo i vostri gusti? Ok, perfetto… ma vi assicuro che non sono molti coloro i quali riescono a fare bene a “intuito”. E poi, in questo modo, in poco tempo diventerete dei “fotoshoppisti” e non dei fotografi! Cioè persone che rendono attraente un lavoro che alla base era medio/scarso. E questo non è il significato di essere un fotografo. In conclusione, non dico di non imparare a usare questo strumento, ma è meglio dedicare un po’ più di tempo allo scatto, per dedicarne meno a Photoshop.

2) Vignettatura molto accentuata
Mi ricordo che quando scoprii la vignettatura (quell’alone di ombra agli angoli della foto) ero entusiasta. Così entusiasta che ogni foto era vignettata… il risultato, a rivederlo ora, era davvero orribile. Ora è tornata anche di moda, con lo stile “vintage”, quindi si vede molto in giro… ma attenzione a non abusarne. Per inciso, i fotografi professionisti dicono che la vignettatura è il tentativo non riuscito di un fotoamatore di fare il professionista. E non aggiungo altro!

3) L’arte della… saturazione!
La saturazione è l’altro grande cruccio di chi usa Photoshop da poco tempo. Si tende sempre a saturare tutto… più la foto è satura e più ci sembra bella, carica, significativa. Ma non è così. E’ solo la prima impressione. Se voi chiudete la foto e la riguardate dopo un mese, vi assicuro che vi farà un altro effetto. Un tocco di saturazione va bene, ma anche qui non eccediamo.

4) Pelle di bambola
La pelle, insieme agli occhi, è forse l’elemento (nelle foto di ritratto) sul quale davvero vale la pena concentrarsi con la postproduzione. Togliere i piccoli difetti, qualche rughetta, qualche ombra… ci può stare. Ma, a meno che non dobbiate eseguire un ritratto glamour molto spinto, è bene non esagerare troppo con il “lisciare” la pelle. Si rischia di arrivare ad aver fotografato una bambola invece di una persona. Anche il togliere nei e piccole cicatrici, non è buona norma. O quanto meno è meglio chiedere all’interessato. Infatti potrebbe anche offendersi non vedendo più una parte di sé stesso sul proprio volto!

E questi sono solo alcuni… fate attenzione!
Altri trabocchetti vi aspettano
quando aprirete il vostro Photoshop!

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